Natalia Parkevich: “Ama e poi dipingi quel che vuoi”. Libro e mostra ad Arona
È il titolo della mostra – che sarà inaugurata il 12 settembre 2026 alle ore 16, al Laboratorio La Fenice di Arona (Piazza del Popolo 33) – e del libro – che sarà presentato per l’occasione – in cui sono raccolte le opere pittoriche in esposizione fino al 4 ottobre (orari: da giovedì a venerdì 15.30-18.30; sabato e domenica 10.30-12.30 e 15.30-18.30).
Osservando le sue delicate composizioni si entra in un universo dove i colori non sono semplici tinte, ma emozioni vive.
Il volume “Ama e poi dipingi quel che vuoi” di Natalia Parkevich, “per crescere in sintonia con la natura e con chi ci vuole bene”, si avvale della prefazione di Giuseppe Possa, pubblicata qui di seguito.

Per INFO sulla pittrice cliccare su: https://giuseppepossa.altervista.org/natalia-parkevich-espone-al-laboratorio-la-fenice-di-arona/
Dalla nonna con amore
Il libro illustrato “Ama e poi dipingi quel che vuoi” di Natalia Parkevich – pittrice nata a Mosca nel 1938 e trasferitasi a Milano nel 1971, dove sposa il professor Giovanni Codevilla, unione da cui nascono tre figli – è un piccolo scrigno di luce, è un dono affettuoso dedicato ai suoi quattro nipotini e, attraverso loro, a tutti i bambini del mondo.
In copertina campeggia un coloratissimo paesaggio di colline e monti attraversto da un corso d’acqua che si perde all’orizzonte, solcato da una barchetta di carta: è quella del bimbo che intraprende, con i colori, il viaggio della sua vita. Sfogliandolo, ogni pagina accoglie un quadro accompagnato da una breve frase in sintonia con gli intenti dell’autrice. Vuole essere un sussurro gentile, un suggerimento rivolto ai piccoli.
Allo stesso modo, scorrendolo, si entra in un universo dove i colori non sono semplici tinte, ma emozioni vive. I rossi hanno il calore di un abbraccio infantile; i gialli brillano come il sole che veglia sui giochi all’aperto; gli azzurri ricordano i cieli estivi che rasserenano l’animo; i verdi profumano di foglie, vento e libertà, come i prati dove i bambini corrono spensierati, respirando aria pura e scoprendo lo splendore dei fiori.
La tavolozza di Parkevich parla direttamente al cuore che si apre alla meraviglia. Le sue immagini non si limitano a essere osservate: si percepiscono, ci si cammina dentro con la fantasia. Tutti i dipinti (che saranno raccolti in una mostra visitabile dal 12 settembre al 4 ottobre 2026 al Laboratorio La Fenice di Arona, Piazza del Popolo 33) sembrano custodire un piccolo segreto, un invito a guardare il mondo con occhi limpidi e curiosi.
Lo stile di Natalia, semplice e figurativo, cela una sensibilità profonda. L’artista dipinge in modo spontaneo, come i bambini immaginano e colorano il mondo. Il tratto richiama quello dell’infanzia, una gestualità istintiva capace di ridurre la realtà all’essenziale. Forme pure, cromie vivaci, linee e geometrie armoniche sono scelte per raccontare ai più piccoli, attraverso un linguaggio simbolico, quasi primordiale, che tocca “l’angelo che è dentro di loro”, quella parte luminosa che custodisce stupore e fantasia.
Senza disegni preparatori, l’artista lascia che la mano segua l’emozione, ricreando una realtà immaginata che sa evocare sensazioni immediate. Dietro ogni immagine – dipinta a tempera, talvolta ad acquarello – si avverte un equilibrio delicato tra spontaneità e cura, tra gioco e consapevolezza, che rende le illustrazioni accessibili ai bambini e ricche di sfumature anche per gli adulti.
In ogni opera emerge un amore genuino per la natura, trasformato in un dono visivo vibrante e luminoso. I colori, intensi e mai casuali, risvegliano la creatività dei più piccoli, stimolano la fantasia, e nutrono la loro sensibilità, invitandoli a osservare il mondo con uno sguardo curioso e fiducioso. Le pagine si popolano di un sole che sboccia tra i fiori come un “sorriso divino”; di un Babbo Natale raccolto accanto al suo albero; di una volpe richiusa in un cuore ornato da minuscoli petali; immagini che parlano con la semplicità delle icone e la tenerezza delle fiabe.
Montagne che custodiscono un sole-margherita, barche che scivolano su onde illuminate da una falce di luna, nuvole sorridenti e leggere come sospiri del cielo, fiori giganteschi che sfiorano l’infinito; ogni scena possiede le qualità di un sogno sereno, dove reale e fantastico convivono senza fratture. In altri dipinti, linee d’orizzonte si intrecciano tra acque quiete e cieli surreali, attraversati da segni sottili che ricordano stormi in volo o piccoli aerei che si rincorrono, come se il mondo stesso dialogasse con chi lo osserva.
E poi bambini: che corrono nei prati, che affrontano il gelo dell’inverno avvolti nei loro cappotti, che abitano paesaggi popolati da galli, gatti, conigli, gufi, civette, uccelli di ogni genere e altri animali che diventano compagni di avventure immaginarie. Non mancano Clown buffi e un po’ goffi capaci di divertire i piccoli, ma anche gli adulti. I colori, spesso accesi e contrastati, amplificano questa dimensione fiabesca, trasformando ogni illustrazione in una piccola storia autonoma, un invito a lasciarsi trasportare in paradisi terrestri dove le stagioni si alternano come capitoli di un unico racconto.
Ciò che più colpisce, oltre alla grazia figurativa, è la spiritualità che attraversa ogni quadro. Una spiritualità discreta, mai dichiarata, ma percepibile nella cura con cui Natalia guarda al “creato” e ai suoi abitanti. È lo sguardo di una credente che riconosce nella natura un riflesso del divino e nei bambini, nelle donne, in tutti gli esseri viventi, un richiamo alla dignità e alla sacralità della vita. Ogni immagine diventa così un messaggio d’insegnamento, riflessione, amore, pace e libertà: valori che la pittrice sembra voler consegnare ai più piccoli come semi preziosi, da coltivare fin dai primi anni, affinché crescano sentendosi parte di una comunità che merita rispetto e meraviglia.
Questa dimensione poetica è la cifra distensiva di Parkevich, nota per una pittura lirica e intima che trasforma la realtà in colore atmosferico. La sua arte intreccia memoria e sensibilità e, anche quando si rivolge ai bambini, conserva quella delicatezza emotiva che caratterizza tutta la sua produzione. Le sue immagini non si limitano a rappresentare la natura: la evocano, la fanno vibrare, la trasformano in un luogo interiore dove ciascuno può ritrovare un frammento di sé.
Il risultato è un libro da osservare e da leggere – in particolare “sgranando” la preziosa collana di buoni consigli, i quali se per la parte maggiore sono di Natalia, annoverano anche detti e motti di grandi autori di tutti i tempi – ma soprattutto da vivere con gli occhi del cuore. Un viaggio colorato, su una barchetta di carta a sfidare gli orizzonti, che parla ai piccoli e, al tempo stesso, ricorda agli adulti quanto sia preziosa la capacità di stupirsi.
Giuseppe Possa
Natalia Parkevich e Giuseppe Possa