“In cerca del nulla quantico” di Giuseppe Possa
La poesia di Giuseppe Possa è letta da Marina Oliva
https://youtu.be/pFgBl1y1hQ0
© Giuseppe Possa ©
In cerca del nulla quantico
Non chiedo al tempo il suo domani.
Il futuro, che pare lontano,
già sfiora la soglia:
come neve che precipita a valanga.
Il pensiero, stormo inquieto,
non trova tregua,
neppure quando l’animo
implora un soffio di quiete.
Anzi
si annida ostinato nella mente.
Noi, viandanti d’argilla,
inseguiamo l’eco fragile
di una felicità che duri,
ma ogni cosa scorre,
senza eccezione, verso il nulla.
Così anche noi svaniremo,
come se mai di qui
fossimo passati.
Non invocate un dio
in cui nemmeno voi credete:
è solo maschera di desideri
che ciascuno modella
a propria immagine e timore.
Finché avrò respiro
sarò luce che resiste,
poi mi lascerò scivolare
senza rimpianto nel buio.
A che serve restare di peso
a me stesso e a chi mi è accanto.
Eppure ora venite:
camminiamo insieme
nell’incertezza del terzo millennio;
non sappiamo dove conduca,
ma il viaggio è rischiarato
dal sole che sorge,
dalla luna che veglia
e da tutte le stelle.
Siamo nel mondo: un dono, un lampo
che merita d’essere vissuto.
Godiamoci allora, come un rito antico,
un calice di nero Viganello:
sorseggiato con spirito sereno
scioglie i più tristi pensieri
e alleggerisce ogni ombra dell’animo,
ogni sussulto del cuore.
(‘versi’ di © Giuseppe Possa ©)
(immagini realizzate dal fotografo Beppe Fusé)

