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Moreno Panozzo: “Pensieri affollati”

“Ricordiamoci che, se anche non siamo dotati di ali, abbiamo qualcosa che c’invidiano persino gli uccelli; sono i SOGNI, non permettiamo mai a nessuno di rubarceli”  (Moreno Panozzo)

Pubblicato da “Editoriale Giorgio Mondadori – CairoRCS Media Group”, Pensieri Affollati di Moreno Panozzo è volume di frasi, aneddoti, concetti, aforismi, che fanno parte di un vissuto di esperienze e riflessioni, legate al mondo che circonda l’autore. Visioni concrete, interpretate e reinterpretate in chiave artistica. Un piccolo ma importante tassello che compone la quotidianità, frammenti di un insieme che potrebbero essere strumento di lettura utile in ogni momento. I circa 110 brevi testi sono accompagnati da opere selezionate della produzione artistica di Panozzo dai primi anni Novanta a oggi, tra cui “Suburban Doors”, monumentale installazione e copertina del Catalogo dell’Arte Moderna n. 48. Elegante e raffinato, il libro offre profondi spunti di riflessione in equilibrio armonico con le splendide immagini. Testi introduttivi di Lia Bronzi, Moreno Panozzo e Giuseppe Possa (testo qui di seguito).

Percorso artistico di Moreno Panozzo
(monocromie, ideogrammi e forme verso spazi infiniti)

di Giuseppe Possa

Moreno Panozzo, artista di fama internazionale, è noto per le sue sculture e tecniche miste. Negli anni, ha sviluppato vari cicli artistici, che si sono sovrapposti e influenzati reciprocamente, caratterizzati da espressioni astratto-concettuali e influenze arcaiche e mistiche. Utilizzando materiali di recupero, ha creato anche opere che dialogano con l’architettura urbana, dando il via al movimento della “Bio-arte”, che unisce arte e sostenibilità.
Ha iniziato con i “Graffiti” trasformando i segni delle antiche civiltà in simboli quotidiani e amalgamandoli con elementi informali e figurativi. Le immagini, che emergono dalle sfumature cromatiche, invitano a un’introspezione profonda e diventano pilastri di una trabeazione fantastica.
Panozzo ha colto l’armonia tra le parti, conferendo ai suoi “graffiti” una sorta di moralità insita nell’uomo, fondendo influenze novecentesche e antiche, in un abbraccio temporale indefinibile.
In seguito, l’artista si è concentrato sulle “Impronte”, opere che fondono scultura e pittura, plasmate dalla natura e dall’uomo. In queste creazioni, Panozzo esplora il concetto di tracce fisiche e simboliche, catturando l’essenza del passaggio del tempo e delle esperienze vissute. Alcuni lavori rivelano un’inclinazione al “sacro”, inteso come aspirazione alla sintesi, alla forma assoluta o come ricerca di una dimensione spirituale.
Da qui, si è dedicato a rappresentare le “Tracce”, sculture a rilievo come segni di memoria e storia, che suggeriscono percorsi, ricordi e fatti personali o collettivi. Nell’utilizzare una varietà di tecniche, ha infuso nelle tracce un senso di movimento e continuità. La semplicità suadente, la grazia istintuale di simili forme, unite ai movimenti delle incisioni, conferiscono alle composizioni risultati sorprendenti e inaspettati.
Nel prosieguo, con i “Solchi”, l’artista indaga le orme e le incisioni lasciate dal tempo e dall’uomo sulla superficie delle cose, evocando la profondità delle esperienze e delle storie impresse nella memoria collettiva e personale. Le sue affascinanti elaborazioni di forme e geometrie, richiamano realtà che esprimono emozioni di pensieri intimi.
Nel ciclo “I muri dell’anima”, un mondo dove il microscopico assume dimensioni monumentali, Panozzo rappresenta i muri come metafore delle barriere emotive e psicologiche. Queste creazioni riflettono sulle difese che costruiamo e sulle tracce che lasciano nella nostra anima.

Le immagini proposte suggeriscono la possibilità di penetrare il nocciolo dell’esistente, innestandosi nel cuore dei muri dell’anima. L’estetica della poesia, nei meandri dell’inconscio, è vissuta in modo quasi estatico, visibile ma non esplicita, espressa in un rapporto intimo e minimale. Monocromie, ideogrammi e forme, che rimandano all’eloquente leggerezza, suggeriscono spazi infiniti.
Nella ricerca “Suburban Doors”, Panozzo si concentra sulle porte dei sobborghi, simboli di passaggi e transizioni. Questa ricerca nasce dal recupero di container di merci, “oggetti” che, visti quotidianamente lungo le autostrade, sono diventati parte integrante del suo immaginario. Il tema centrale è il viaggio, non solo come mezzo di trasporto, ma come metafora del percorso di vita, dell’arte e dell’evoluzione personale.
Nel ciclo “Tribute 915–015, Panozzo ha dedicato il suo impegno artistico-umanitario a una “performance” coinvolgente sulla prima guerra mondiale, affinché, a un secolo di distanza, nessuno dimentichi quegli orrori e per prevenire futuri conflitti. Ma è anche un monito contro le guerre che ancora affliggono il mondo.
Butterflies” è il suo ultimo periodo artistico: rappresenta farfalle come simboli di trasformazione e rinascita, esplorando temi di metamorfosi e libertà con colori vivaci e forme dinamiche. Le farfalle, trasformate in sublimate sculture, testimoniano la durata perenne dell’arte, resistendo al tempo. Adornate con pentagrammi, note, impronte e segni arcani, evocano una spiritualità laica e un pathos universale, manifestando l’energia creativa di Moreno Panozzo. (
Giuseppe Possa)

(Moreno Panozzo e Giuseppe Possa)

“L’artista Moreno Panozzo ha compiuto, e compie, un viaggio di vita, sia materiale che mentale, lo fa nell’arte astratta-concettuale e nella scrittura composta da frasi, aneddoti, concetti e aforismi, attraverso un’analogia perfetta tra le due forme sapienziali…”.  (Lia Bronzi)

MORENO PANOZZO – Designer di formazione, si occupa di architettura, scenografia, grafica, moda e letteratura. Una forte personalità disegna il suo percorso artistico esprimendo contenuti concettuali importanti. Tutto il suo background è documentato e archiviato su libri di storia dell’arte, monografie, collezioni museali, riviste e volumi editi in più lingue e in diversi paesi. È apparso su testate nazionali e internazionali e in numerose trasmissioni televisive. Collabora con riviste e realtà produttive. Studio, ricerca e sperimentazione lo portano a un’espressione astratto-concettuale che vuole misurarsi con il territorio, con lo spazio architettonico e urbano. Utilizzando particolarissime tecniche e ricercando materiali di recupero espressivi, ha dato vita alla bioarte. Impegnato in progettazioni artistico-culturali, spesso di carattere internazionale su tematiche che riguardano la salvaguardia e la sostenibilità del pianeta. Molte di queste iniziative sono riconosciute, condivise e patrocinate dalle massime istituzioni mondiali, come il Parlamento Europeo e l’Unesco.