“Tra libri e quadri” di Giuseppe Possa
© Giuseppe Possa ©
Tra libri e quadri
In cento metri quadrati
ho imprigionato una vita
priva d’orizzonte e appiglio,
tra libri chiusi e quadri
sospesi su pareti mute.
Colori che più non mi sfiorano,
pagine che da tempo non apro
non riescono più a destarmi
oltre i loro margini,
oltre le tele d’una luce opaca.
Per colmare il vuoto
che dentro si allarga,
recito a memoria
versi inquieti,
tracciando nell’aria
il profilo d’un varco
sottile di speranza.
Presto dovrò liberarmi
delle cose che negli anni
ho invano accumulato
e ora mi stringono il respiro:
lasciarle andare, o tenerle
fino all’indifferenza dell’oblio.
La domanda scava
e dentro si fa eco.
Intanto mi opprime il silenzio
delle mie stanze più intime,
nel percepire l’inutile peso
che grava sull’esile vecchiaia
e nei pensieri che la notte risveglia.
Forse pace e serenità
germinano dove nulla pesa più,
là dove il cuore, alleggerito,
ritrova un suo spazio quieto
e accoglie con dolcezza
il poco tempo che resta.
(‘versi’ di © Giuseppe Possa ©)

