Ventun artisti per un dono a “Ossola amica dell’U.G.I.”
Arte e solidarietà: una mostra collettiva per sostenere l’Unione Genitori Italiani al Centro Culturale la Fabbrica di Villadossola. Inaugurazione domenica 22 marzo 2026 alle ore 17. L’esposizione resterà aperta al pubblico (Ingresso Libero) dal 22 marzo al 6 aprile, orario 16-19,30. L’iniziativa è stata presentata dal presidente di Ossola Amica dell’Ugi, Damiano Bassi, dal promotore del progetto Sebastiano Parasiliti, da Giuseppe Possa, autore dei testi critici che accompagnano il catalogo della mostra e dal presidente del Kiwanis Club Federico Spinozzi.
Le opere donate saranno esposte e potranno essere acquistate dal pubblico. L’intero ricavato sarà destinato ai progetti dell’Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini e, in particolare, al sostegno delle stanze che accolgono le famiglie dei piccoli pazienti costretti a lunghi periodi di cura presso l’ospedale Regina Margherita di Torino.

In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo che raccoglie opere e profili dei pittori partecipanti.
Ventun artisti per un dono a “Ossola amica dell’U.G.I.” di Giuseppe Possa
Ho accolto con piacere l’invito del pittore Sebastiano Parasiliti a introdurre questa raccolta di opere donate da ventun artisti a sostegno di “Ossola amica dell’U.G.I.” (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini), esposte nel Centro Culturale del Teatro La Fabbrica di Villadossola.
Ci troviamo di fronte a un’iniziativa straordinaria, nata da un gesto collettivo di generosità: un atto in cui l’arte diventa strumento concreto di vicinanza, capace di trasformare la sensibilità individuale in un aiuto reale.
I pittori coinvolti hanno partecipato con stili, tecniche e visioni differenti. Questa pluralità non disperde, ma anzi amplifica il senso del progetto: ogni quadro è una voce autonoma che, accanto alle altre, compone un coro armonico e vitale. A unirle è la ricerca personale che attraversa i loro lavori: una ricerca che non si ferma alla superficie delle immagini, ma affonda nella memoria, nella natura, nell’immaginazione, nel segno stesso che dà forma alla solidarietà.
Sfogliando il catalogo, il lettore troverà per ciascun artista un profilo biografico e creativo, accompagnato dalle immagini delle opere e dei loro autori. Ogni pagina restituisce non solo un percorso estetico, ma anche la percezione di come, in questa occasione, l’arte abbia scelto di oltrepassare i propri confini abituali per farsi incontro a un bisogno concreto, trasformando la bellezza in un gesto di attenzione verso l’altro. E lo fa con la naturalezza silenziosa dei gesti che contano davvero.
Quando un’opera riesce a generare sostegno, conforto, aiuto, essa compie fino in fondo la sua vocazione più autentica: restituire al mondo qualcosa che lo renda, anche solo per un istante, più abitabile.
I VENTUN ARTISTI CHE HANNO DONATO UN’OPERA
GIULIO ADOBATI
Giulio Adobati, nato a Domodossola nel 1963, è un pittore e scultore che vive e opera in Valle Anzasca. La sua formazione artistica prende avvio da ragazzo accanto al maestro Carlo Bossone, da cui apprende l’attenzione per la materia e per il gesto. Dopo un primo periodo impressionista, la sua ricerca si orienta verso uno stile espressionista e materico, giungendo negli ultimi anni a una personale geometrizzazione del reale. È in questo periodo, sospeso tra suggestioni surreali, riflessioni sociali, immersione nella natura e indagine interiore, che Adobati elabora la sua “Enigmig Art”, cifra stilistica che unisce mistero e rigore formale. Artista prolifico, ha allestito numerose mostre personali. Le sue opere – spesso popolate da figure extraterrestri o presenze enigmatiche collocate in scenari che evocano civiltà antiche, dai Maya all’Egitto faraonico – compaiono su cataloghi, riviste e quotidiani. Insegna pittura all’Uni3 di Domodossola e in corsi privati. Anche la sua produzione scultorea (ha collaborato con il Maestro Giancarlo Sangregorio) rivela una modernità plastica di forte ed emozionale espressività, con un segno deciso, capace di fondere figurazione e astrazione in un equilibrio originale.
MARIANGELA ALESSI
Mariangela Alessi, nata e residente ad Omegna, si forma al Liceo Artistico di Novara e prosegue gli studi in Spagna, dove frequenta i corsi di una prestigiosa Scuola d’Arte. La sua sensibilità creativa affonda le radici nell’ambiente familiare: il padre appassionato di pittura e la madre, abile ricamatrice, le trasmettono l’attenzione per il gesto, la trama, il dialogo tra colore e forma. Da questa eredità nasce una manualità che, dopo un primo periodo realistico, la conduce verso le successive sperimentazioni astratte. L’esperienza di alcuni anni in Nicaragua, arricchisce la sua tavolozza di nuove vibrazioni cromatiche. Rientrata in Italia, riprende le lezioni con il Maestro Gilberto Carpo, che già frequentava prima. Dopo un ritorno alla figurazione, approda definitivamente all’astratto-informale: le sue opere, materiche e gestuali, esprimono energia cromatica, ritmo e introspezione, trasformando macchie, linee e punti pigmentati in trame concettuali ed emozionali. Ha esposto in Italia, in Spagna, in Francia e in Svizzera; pittori e critici hanno scritto del suo lavoro, riconoscendone la forza espressiva. È presente nel “Catalogo dell’Arte Moderna”, CAM n. 60, dell’Editoriale Giorgio Mondadori.
ROBERTO ANTONELLO
Roberto Antonello, nato a Vogogna nel 1949, vive e opera a Villadossola, dove porta avanti da molti anni un’intensa attività pittorica. Si avvicina alla pittura figurativa negli anni Settanta, guidato da una forte passione e da una naturale abilità nel disegno. Nel 1975 intraprende con decisione il proprio percorso creativo, dedicandosi alla ricerca del colore e alla definizione di un linguaggio espressivo autonomo. La sua prima mostra nel 1978, dopo aver frequentato i pittori Peppino Stefanoni e Primo Sinigaglia, ottiene subito un riscontro positivo da parte di pubblico e critica. Nel corso dei decenni partecipa a numerose esposizioni e concorsi, ricevendo importanti riconoscimenti, tra questi il primo posto al premio “Pacian da Intra 1989”. È stato membro di diverse associazioni artistiche, tra cui “Artisti di Oggi” e “Amici del Quadrato”. La sua pittura, tradizionale nella struttura ma attuale nelle cromie, spazia dai paesaggi alle nature morte, dai fiori a temi più simbolisti e introspettivi. In ogni opera emerge una sensibilità visiva attenta e la capacità di restituire atmosfere e suggestioni attraverso una figurazione personale che sa intrecciare istinto, osservazione e cura del colore.
MIRIANA BONO
Nata a Domodossola nel 1967, Miriana Bono vive a Varzo. Il disegno l’accompagna fin dall’infanzia e, osservando dipingere parenti come Irma Facciola e Remo Sorrenti o amici di famiglia come Gigi Ferretti, scopre presto la propria inclinazione per la pittura. A questa passione dà forma frequentando i corsi di Giulio Adobati e, in seguito, partecipando per un periodo a quelli di Michela Mirici Cappa. Con la “La Bottega dell’Arte” di Gravellona Toce, nel 2022 e nel 2023 espone al Sacro Monte di Orta in due collettive: “Ars Pictoria” e “Sacri Monti e altri luoghi sacri”. Prende parte a numerose altre mostre, tra cui quelle organizzate a “La Fabbrica di Villadossola (2017, 2019, 2021) e le esposizioni degli allievi dell’Uni3 a Villadossola, Trontano e Domodossola. Nei suoi dipinti – volti, paesaggi, fiori, interni domestici, figure – si respira un senso di armonia: linee, volumi, campiture e cromie dialogano tra loro, contribuendo a un equilibrio che invita lo sguardo a soffermarsi. Le sue tematiche nascono da un’intimità emotiva, dall’immaginazione o dall’osservazione attenta della natura. È in questo intreccio di vissuto e contemplazione che la pittrice trova le immagini della sua pittura.
TIZIANO CORZANI
Tiziano Corzani nacque a Villadossola nel 1944. Pur avendo intrapreso studi che lo condussero a lavorare in ambiti scientifici, coltivò fin da giovane una profonda passione per l’arte e per la cultura. La pittura divenne il suo territorio privilegiato: autodidatta, ne esplorò le tecniche con dedizione. Sosteneva che “A livello cosciente sono due gli aspetti che mi guidano nei miei lavori e che alla fine si uniscono in un unico pensiero: l’interesse per la psicologia del profondo di scuola junghiana e il fascino della teoria della relatività”. Nel 1985 tenne la sua unica mostra a Palazzo S. Francesco a Domodossola, partecipando nel corso degli anni anche a diverse collettive e ottenendo numerosi riconoscimenti. Morì nel 2025. La sua pittura a olio spaziava dal figurativo tradizionale fino al materico, introducendo spesso nelle tele i suoi caratteristici “tasselli cromatici”, per dare “spazio” alla rappresentazione e metterla in relazione con l’intera sfera dell’esistente. La sua ricerca si collocava tra l’arte della memoria (intesa come immersione nel passato, come arte colta) e la post-avanguardia, con una pluralità di linguaggi funzionali ai diversi “generi” espressivi. Non mancò di sconfinare nel mito, nel surrealismo e in un mondo inquieto di significanti.
CAROLA DE ANTONI
Nata a Premosello nel 1965, Carola De Antoni dopo il Liceo Scientifico si forma nella Bottega del Maestro Vetraio Pietro Morino a Torino, dove apprende l’arte vetraria e le tecniche della cottura a gran fuoco con smalti e grisaille. Su suggerimento del padre, stimato disegnatore tecnico industriale, fonda l’atelier “Carolina De Antoni vetrate artistiche”, realizzando nuove opere e restaurando, per la Soprintendenza dei Beni Artistici del Piemonte, vetrate di ville e chiese tra Domodossola, Pallanza, Intra, Omegna, Stresa e la Svizzera. Nel Maggio 2016, avviene la svolta pittorica: si dedica alla ricerca astratta con acrilici su tela, e inaugura la sua prima mostra a Intra, accanto al poeta e pittore Alberto Poggia, dal titolo “Luci e colori per la Pace”. Nei suoi dipinti, esposti a Milano, Torino e alla Fabbrica di Villadossola, domina una forte intensità cromatica, con forme che conservano l’impronta della sua lunga esperienza con le vetrate. Altre opere, più vicino all’impressionismo, richiamano una terra che brucia e si rigenera, o una natura rigogliosa che rinasce. Quando raffigura animali, questi appaiono evanescenti, quasi sospesi, distaccati dalla loro dimensione naturale per assumere il ruolo di presenze amiche degli esseri umani.
GISBERTO FONTANA
Gisberto Fontana nasce a Villadossola nel 1944, dove tuttora vive e coltiva con costanza la sua passione per la pittura. Autodidatta, muove i primi passi grazie all’incoraggiamento dal maestro Ugo Pavesi, con cui spesso ha dipinto “en plein air”, osservando direttamente la luce e i mutamenti del paesaggio. Predilige la tecnica a olio su tela e la sua produzione è profondamente radicata nel territorio ossolano: panorami ampi, scorci di alpeggi, paesi e atmosfere che restituiscono la vita quotidiana delle vallate. Tra le sue esposizioni più significative figura la personale allestita al Centro Culturale del Teatro La Fabbrica di Villadossola. Ha partecipato a iniziative culturali promosse nel Verbano Cusio Ossola, contribuendo alla valorizzazione della memoria storica e delle tradizioni alpine, come nel murale realizzato a Madonna di Antrona dedicato alle antiche attività minerarie. La sua pittura impressionista si distingue per un realismo caldo e immediato, capace di trasformare scene semplici in testimonianze vive dell’identità montana. Accanto ai paesaggi, trovano spazio figure, nature morte con frutta, fiori e oggetti quotidiani.
ETTORE GHINASSI
Ettore Ghinassi, nato a Torino nel 1943 e laureato in architettura nella stessa città, dopo gli studi intraprende la professione, ma coltiva con costanza la pittura e l’arte, animate da una tensione concettuale e intellettuale che attraversa il suo lungo percorso cuturale, tra progettazione, pittura e critica. La formazione da architetto gli offre una disciplina dello sguardo che riaffiora nella costruzione rigorosa delle proprie composizioni. Nella sua ricerca, l’estetica non è mai semplice ornamento: il “bello” è una conquista, una forma da raggiungere senza indulgere al compiacimento, un equilibrio severo in cui ogni scelta cromatica e compositiva è chiamata a sostenere un pensiero, a farsi veicolo di un’idea. Con Ferdinando Albertazzi e Sandro De Alexandris fonda il quadrimestrale di arte e letteratura “Gli occhi della Stupa”, sulle cui pagine pubblica numerosi contributi. Si è dedicato anche alla saggistica pubblicando i volumi “Frammenti per uno studio su Michelangelo”, preludio a “Michelangelo e il non-finito” e poi “Penne, la forma, l’arte, il sacro”, “Ornamento e Struttura”, “Figure d’arte – artisti a Torino dagli anni ‘50”, insieme a molte altre opere. Dal 2012 a oggi ha esposto a Torino, Viareggio, Lucca e Parigi con mostre personali.
GAETANO GRIGGI
Nato nel 1925 a Domodossola, Gaetano Griggi si diplomò Perito Industriale. Nel 1944 entrò nella Resistenza e, terminata la guerra, fondò un’azienda specializzata in banchi frigoriferi e arredi per bar e negozi. Accanto al lavoro, coltivò la passione per la pittura, iniziata da ragazzo e divenuta via via sempre più centrale nella sua vita. Espose in poche collettive – nel 1973 al Nona Cia di Domodossola (“Pittura ossolana degli anni Settanta”) e nel 1974 sempre a Domodossola, per il centenario del Collegio Mellerio Rosmini – e in una sola mostra personale, a Intra, all’Accademia Passarella. Morì nel 1983 per un male incurabile. Griggi dipinse soprattutto paesaggi dell’Ossola: montagne severe e protettive, prati aperti, baite, architetture umili radicate nella terra, chiese, oratori, cappelle votive, angoli nascosti e suggestivi. La tecnica, appresa in proprio, era prevalentemente a olio, su compensato o tela, con uno stile vicino a quello di Bossone o Stringara – con i quali a volte dipingeva “en plein air” – ma con un tono personale e spontaneo. Frequentò anche corsi di nudo e nature morte all’Accademia di Brera. Le figlie, Laura e Mariangela, stanno allestendo per l’estate 2026 una mostra nella Valle dei pittori, a S. Maria Maggiore (VB).
EMANUELA MEZZADRI
Emanuela Mezzadri, artista e pittrice, vive e lavora a Bieno di San Bernardino nel Verbano. Cresciuta a Milano, si forma al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti, dove studia con Luciano Fabro e Diego Esposito. La sua ricerca tende a un equilibrio sottile tra colore, materia, spazio e parola, ispirandosi alla concisione poetica dell’haiku, per far emergere prima l’idea e poi l’immagine. Ne sortiscono piacevoli opere, sospese in paesaggi di luce e orizzonti astratti, attraversate da un tempo rarefatto, capaci di evocare emozioni attraverso cromie leggere. Ha praticato la ceramica raku e accoglie nella sua poetica la filosofia del kintsugi (altra tecnica ceramica), intesa come armonia tra rottura e ricomposizione. Realizza anche installazioni interattive che invitano lo spettatore a un dialogo diretto con l’opera. I suoi lavori affiorano dal vissuto, dal tempo che passa, dal desiderio di trattenere ciò che è stato e ciò che ancora può essere, come una fotografia mutevole della mente che intreccia il presente con l’accaduto. Partecipa a mostre personali e collettive in Italia e all’estero, portando avanti una ricerca che unisce materia, contemplazione e tracce di vita.
MICHELA MIRICI CAPPA
Nata a Premosello Chiovenda nel 1969, Michela Mirici Cappa manifesta fin da giovane una naturale inclinazione per il disegno e le arti visive. Dopo la maturità scientifica sceglie Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1995. Vive e opera a Omegna come architetto libero professionista, affiancando alla progettazione un percorso artistico, in costante evoluzione tra fantasia e realtà. Dal 2003 approfondisce la pittura nello studio del maestro Gilberto Carpo, affinando tecnica e linguaggio fino a definire un figurativo moderno, aperto a incursioni astratte e informali. È fondatrice e titolare della scuola “La Bottega dell’Arte” di Gravellona Toce, e insegna ai corsi di pittura Uni3 per il Comune di Omegna. I suoi soggetti raffigurano paesaggi, scene di vita, figure umane e animali, composizioni floreali, nature silenti, sempre filtrati da una sensibilità che intreccia osservazione, emozione e riflessione sul mondo circostante. Le sue opere raccontano la società e l’ambiente attraverso tonalità poetiche e un coinvolgimento psicologico che emerge con naturalezza. Ha esposto in personali e collettive ed è presente da anni nel “Catalogo dell’Arte Moderna” della Giorgio Mondadori-Cairo Rcs.
SEBASTIANO PARASILITI
Sebastiano Parasiliti ha pubblicato lo scorso anno un ampio catalogo monografico “Sguardi sull’invisibile”, che ripercorre l’evoluzione del suo linguaggio pittorico: dagli esordi espressionisti alle periferie urbane, dai paesaggi monocromatici alle materie dense dei “bitumi”, fino all’astrazione informale che, dal 2007, costituisce la sua cifra più matura. Nato a Misterbianco nel 1958, l’artista siciliano vive oggi a Villadossola. Inizia a dipingere nei primi anni Ottanta, seguendo un impulso immediato che lo porta a lavorare senza progettazione preliminare, direttamente sul supporto. Il suo gesto è rapido, istintivo, capace di generare immagini passionali e improvvise, frutto di passaggi che avvengono d’impulso, senza mediazioni. La scelta dell’astrazione nasce dal desiderio di non avere limiti, di sottrarsi a regole e condizionamenti per dare forma libera ai propri sentimenti. Ha esposto in numerose città italiane, dall’Ossola a Milano, Catania, Messina, Gela, Cefalù. Critici come Lucio Barbera, Dario Gnemmi, Gianni Longo, Ettore Ghinassi, Alessandra Redaelli e altri hanno scritto del suo lavoro, riconoscendone la forza istintiva e la coerenza poetica. È apparso sul mensile “Arte” e sul “Catalogo dell’Arte Moderna” della Giorgio Mondadori-Cairo Rcs.
UGO PAVESI
Ugo Pavesi è nato a Villadossola nel 1941, dove vive e opera. Il Comune della sua città gli ha dedicato diverse mostre speciali a La Fabbrica: una grande personale nel 2006, l’esposizione di una trentina di “quadroni” nel 2010 (riproposta a Stresa nel 2017), un’antologica nel 2019, una mostra celebrativa per gli 80 anni nel 2021 e, nel 2025, “Dal Sempione alle Canarie” accompagnata da un esaustivo catalogo. Ha esposto anche in alcune città italiane ed estere. Nel 2007 ha pubblicato una monografia con oltre 150 opere. Ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali, è membro dell’Accademia Greci-Marino e Senatore dell’Accademia Macchiavelli di Firenze. Per otto anni è stato Maestro di pittura alla Scuola ADA-Con di Domodossola. Ciò che più colpisce nella pittura di Pavesi, è la poesia che permea ogni composizione: una serenità diffusa, una limpidezza che sembra emanare direttamente dalla tela. Osservando i suoi paesaggi, lo sguardo si sofferma non solo sulla profondità dei piani e sull’armonia dei colori, ma in particolare sulle emozioni che l’artista di Villadossola sa evocare, nel trasformare la realtà in esperienza emotiva. Aveva colto nel segno lo storico dell’arte Gianfranco Bianchetti quando lo definiva “un pittore post-realista di sensazioni”.
ORNELLA PELFINI
Nata a Domodossola nel 1961, Ornella Pelfini è pittrice e restauratrice attiva a Masera, nel Verbano Cusio Ossola. Allieva e poi assistente del maestro Alessandro Giozza, condivide i principi del movimento Neosintetista, fondati su sintesi formale, intensità cromatica e attenzione alla dimensione emotiva dell’immagine. Accanto alla pittura, si dedica al restauro e alla pratica del Closlieu, certificata da Arno Stern, uno spazio di espressione creativa libera. La sua attività espositiva è ampia, con mostre personali e collettive in Italia e in Svizzera. È apprezzata per la sua capacità di fondere paesaggio, natura e sensibilità interiore in opere che oscillano tra figurazione e simbolo, sostenute da una tavolozza intensa e riconoscibile. Dopo un primo periodo influenzato dall’impressionismo, si è orientata verso un figurativo che privilegia ordine, equilibrio e sintesi dello spazio. Dipinge paesaggi, nature morte, figure e personaggi, utilizzando olio e tecniche miste. Nei sui lavori emerge un impeto cromatico che si dissolve in dettagli naturali – una montagna, un fiume, un albero, uno scorcio inatteso – trasformandoli in una contemplazione di ciò che ci circonda.
FRANCO PICCHETTI
Franco Picchetti (Pallanzeno 1950 – Villadossola 2025) è stato un pittore autodidatta che ha dedicato la sua ricerca ai paesaggi dell’Ossola: montagne innevate, scorci di Villadossola, Domodossola e dei paesi delle nostre valli, con le loro baite, case, chiese e oratori. Accanto a questi soggetti ha dipinto nature morte popolate da oggetti che raccontano la vita di un tempo, figure umane, animali. Pur mantenendo una naturale inclinazione per l’impressionismo, ha guardato con interesse ad altre forme d’arte capaci di emozionarlo, dal surrealismo all’astratto. Si dilettava fin da giovane a dipingere, ma solo dopo il pensionamento, nel 2006, ha potuto dedicarsi completamente alla pittura, perfezionando la propria tecnica anche grazie ai corsi del Maestro Peppino Stefanoni. Ha partecipato attivamente all’associazione “Quantarte” di Domodossola, di cui è stato anche membro del direttivo. Ha esposto in mostre personali – all’Acli di Villadossola e nello spazio arte di via Cecconi a Domodossola – e ha preso parte a diverse collettive, tra cui quelle al collegio Rosmini e al Centro Culturale del Teatro La Fabbrica di Villadossola.
MICHELE SCACIGA
Michele Scaciga, classe 1968, artista e autore multimediale residente a Baceno, sviluppa un percorso creativo che unisce pittura, illustrazione, cinema e sperimentazione digitale. Dopo il diploma, si perfeziona a Milano alla “Scuola di Fumetto” di via Savona e alla “Scuola di Arte e Messaggio” del Castello Sforzesco. Dal 1991 realizza fumetti, illustrazioni per l’editoria scolastica, dipinti a olio, acrilico e acquerello, oltre a sculture e progetti multimediali attivi dal 1997. La sua ricerca spazia dalla pittura ai videogiochi interattivi, passando per schizzi, film e opere percorse da un sottile tocco di ironia. Espone regolarmente, con mostre personali come “Il Volto e il Mito” a Casa Ceretti del Museo del Paesaggio di Verbania e “Nostos”, dedicata a grandi tele ispirate alla scultura classica e alla ricerca cromatica contemporanea. È autore del cortometraggio “L’Elide Ingannatrice”, un lavoro che intreccia teatro, mito e riflessione sulla verità. La sua produzione, ricca e trasversale, riflette un approccio narrativo che unisce immaginazione, tecnica e sperimentazione. Co-fondatore e presidente di WikiPoesia, ha ricevuto un importante riconoscimento dal sottosegretario del Ministero dell’Istruzione e del Merito, per iniziative culturali promosse all’interno del comitato.
ALBERTO SECCI
Nato a Domodossola nel 1963, don Alberto Secci è sacerdote della diocesi di Novara e parroco di Vocogno, in Val Vigezzo. È conosciuto per il suo forte impegno nella celebrazione della liturgia in rito tradizionale, tema al centro di numerosi suoi interventi e omelie pubblicate su riviste e portali dedicati alla spiritualità cattolica. La passione per il disegno, la pittura e la storia dell’arte lo accompagna fin da ragazzo. Nel 2025 ha presentato oltre trecento opere, realizzate negli ultimi due anni, nella sua prima mostra personale al Centro Culturale del Teatro La Fabbrica di Villadossola. I suoi lavori, intensamente evocativi, spaziano dai ritratti di santi ai volti comuni, dai paesaggi agli scorci di chiese e oratori, dai soggetti sacri alle nature morte e agli oggetti quotidiani, restituendo loro una sensibilità autentica che li rende intimi e immediati. Con la sua tecnica, influenzata dai post-impressionisti e dall’ammirazione per Cézanne e Rouault, realizza opere vibranti e armoniose, attraversate da atmosfere suggestive. Talvolta, l’uso della spatola gli permette di esprimersi con maggiore immediatezza e intensità, senza perdere la forza emotiva che caratterizza la sua pittura.
CARLO SOLFRINI
Carlo Solfrini, pittore autodidatta attivo nel territorio ossolano, con studio a Pieve Vergonte, dove risiedeva, è morto nel gennaio 2026 all’età di 73 anni. La sua ricerca artistica è stata concentrata soprattutto sulla pittura a olio, tecnica attraverso la quale ha esplorato l’immaginazione come spazio creativo autonomo, libero da vincoli narrativi e aperto a continue metamorfosi. Le sue opere astratto figurative sono state presentate in mostre personali e in diverse collettive, in particolare al LaborArt di Piedimulera e all’associazione “Quantarte” di Domodossola. L’ultima esposizione, “L’immaginario immaginato”, è stata ospitata nel 2025 a “La Fabbrica” di Villadossola, accanto agli artisti Paca Ronco e Gilberto Fermani ed ha evidenziato la capacità di Solfrini di trasformare forme e immagini in figure geometriche, costruendo scenari che oltrepassano la realtà per approdare a dimensioni visionarie. La sua pittura si distingue per l’uso vivido del colore e per una visione personale del rapporto tra oggetto e rappresentazione, sempre tesa a superare il dato visibile per raggiungere un livello più profondo di interpretazione. La sua presenza su riviste culturali, testimonia un percorso espositivo attivo e riconosciuto nel panorama locale.
GIORGIO STEFANETTA
La produzione di Giorgio Stefanetta, nato a Premosello Chiovenda nel 1949, prende avvio negli anni Settanta e attraversa un lungo percorso di ricerca che unisce memoria personale, osservazione del territorio e una spiccata sensibilità poetica. Nel 2025 gli è dedicata una retrospettiva a “La Fabbrica” di Villadossola, promossa dal Kiwanis Club di Domodossola, per celebrare il mezzo secolo di attività e ripercorrere le tappe fondamentali del suo lavoro. Le sue opere sono state esposte anche in luoghi simbolici del territorio, come l’ex stabilimento della storica Bulloneria Morino di Vogogna, dove nel 2023 ha presentato lavori ispirati alla memoria industriale locale. Gli è stato conferito “Il Sigillo Visconteo” per meriti artistici e ha ricevuto alcuni premi e riconoscimenti da Associazioni ed Enti istituzionali. Accanto ai raffinati disegni a matita e china, dedicati a scorci architettonici e naturalistici, emergono le opere che rappresentano la sua cifra più riconoscibile: figure femminili – dee, semidee, eroine, sacerdotesse – che, attraverso rimandi alla mitologia classica, diventano traccia di un percorso artistico d’eccezione.
ORNELLA STEFANETTI
Ornella Stefanetti è un’artista attiva a Omegna, dove porta avanti una ricerca pittorica che unisce figurazione e astrazione. Appassionata di arti visive fin da giovane, si avvicina alla pittura dopo l’incontro con il Maestro Gilberto Carpo, di cui diventa allieva. Nei suoi dipinti convivono paesaggi, nature morte, nudi femminili e composizioni astratte, tutti accomunati da atmosfere sospese e luminose. Le sue tele a olio, caratterizzate da tonalità chiare che si trasformano in delicate trasparenze cromatiche, rivelano un linguaggio personale in cui forme riconoscibili e segni più liberi trovano un equilibrio naturale. Molte opere traggono ispirazione dai suoi viaggi in Australia, che hanno ampliato il suo immaginario e arricchito la sua tavolozza. La produzione più recente mostra un interesse crescente per la fusione tra sperimentazione e tradizione pittorica, con lavori che esplorano emozioni, natura e simboli, attraverso un uso intenso del colore e una gestualità controllata. La sua attività espositiva comprende numerose collettive e alcune mostre personali; tra queste, la più significativa è la mostra del 2019 al Forum di Omegna, intitolata “Assenza e Presenza”.
PEPPINO STEFANONI
Peppino Stefanoni (Domodossola, 1926-2015), nato da famiglia bergamasca, ha vissuto sempre nella sua città, dove ha lavorato in banca coltivando parallelamente la passione per la pittura. Autodidatta, fu incoraggiato da Carlo Fornara, seguendo poi le lezioni di Giovanni Maria Musso dell’Accademia di Brera. Decisivo fu l’incontro con il maestro Carlo Bossone e le uscite “en plein air” con lui, tra gli scenari ossolani. Di carattere riservato, dipingeva spesso in solitudine, immerso nella natura, suo rifugio e fonte inesauribile d’ispirazione. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, abbellito a Domodossola la chiesa del Badulerio con alcune opere e curato per anni il presepe della Collegiata. In età matura aderì all’associazione “Quantarte”, formando molti allievi e organizzando con loro apprezzate esposizioni. Autentico paesaggista, ha rappresentato con realismo e armonia scorci incontaminati, montagne, alpeggi, nevicate, centri abitati, ma anche figure umane e animali, con una pennellata fluida e tradizionale. Nel suo studio si dedicava ai ritratti e alle nature morte. La retrospettiva del 2024 al Teatro La Fabbrica di Villadossola ha confermato la statura di un pittore d’altri tempi, capace ancora oggi di suscitare emozioni profonde.

Federico Spinozzi, Sebastiano Parasiliti, Bruno Toscani, Damiano Bassi, Giuseppe Possa, Maurizio Gianola